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CARENZE NUTRITIVE NELLE PIANTE: QUALI SONO I SINTOMI?

Nel mondo vegetale, a differenza di quello animale, è più difficile associare un sintomo visibile ad un preciso fattore stressogeno che l’ha determinato. Sono infatti numerosi e differenti i fattori stressanti che possono originare sintomi uguali o molto simili; inoltre differenti eventi stressanti possono sovrapporsi e susseguirsi, rendendo ancora più complicato arrivare ad una diagnosi precisa ed attendibile dello stato della pianta. Soprattutto nel caso, come spesso accade, in cui ci si affida unicamente ad un esame prettamente visivo e non a più approfondite analisi metaboliche, arrivare ad una diagnosi può essere difficile.

La dotazione in elementi nutrienti a livello del terreno e la loro disponibilità per le piante sono due concetti ben distinti. Il primo fa riferimento alla quantità assoluta di micro e macroelementi presenti nel terreno, il secondo riguarda la frazione che risulta effettivamente disponibile per l’assorbimento da parte della pianta. Numerosissime sono le variabili che condizionano la disponibilità: crescita ed attività degli apparati radicali, tessitura del terreno e contenuto in sostanza organica, struttura del terreno, disponibilità di acqua e ossigeno, pH, potenziale redox, fertilità biologica della rizosfera e relazioni simbiontiche tipo micorrize.  Tutti questi parametri sono in grado di condizionare in modo profondo il ciclo dei nutrienti e possono condizionare l’assunzione di elementi da parte della pianta, generando carenze nutritive.

Nonostante le premesse, è comunque possibile trarre un breve quadro dei disordini nutrizionali a cui può andare incontro la pianta, con i relativi sintomi visibili di carenze:

  • Azoto: nelle piante più giovani che presentano una carenza in azoto si verifica crescita stentata e ingiallimento delle foglie. Le foglie più vecchie assumono un colore verde chiaro, con successivo ingiallimento, disseccamento e caduta, accompagnato spesso dalla presenza di elevate quantità di antociani dal colore rossastro nelle nervature. I germogli sono piuttosto corti, sottili, con tendenza alla crescita verticale. La fioritura è di ridotta entità. I frutti (ad esempio del melo e del pesco) sono intensamente colorati, con sviluppo ridotto sia della velocità di crescita che delle dimensioni finali.
  • Boro: una carenza di boro provoca necrosi (morte) prematura delle foglie terminali, accorciamento degli internodi dei germogli apicali che assumono una crescita a rosetta, oltre a radici corte e tozze. La pianta cresce stentatamente e meno del normale; lo sviluppo dei fiori, la germinazione del polline e la produzione dei semi risultano generalmente danneggiati o mancanti.
  • Calcio: in caso di carenza di calcio le foglie si presentano clorotiche con macchie giallo-marroni, spesso circondate da un bordo marrone nitido, si accartocciano su sé stesse e si arricciano. A soffrire sono in modo particolare le zone meristematiche di crescita in fusto e radici che degradano, in alcuni, fino alla necrosi dei tessuti. La produzione di fiori e frutti è scarsa o nulla. La carenza di calcio è prevalente in suoli acidi, sabbiosi; in climi caldo umidi causa lisciviazione.
  • Cloro: la carenza di cloro provoca appassimento ed avvizzimento degli apici fogliari seguito da clorosi e necrosi dei tessuti. I sintomi partono dall’alto e procedono verso il basso. Sono più ricorrenti gli eccessi a causa dell’uso di fertilizzanti e, soprattutto, di acque di irrigazione che ne contengono in abbondanza.
  • Ferro: la carenza di ferro genera clorosi biancastra nelle zone comprese fra le nervature, con comparsa più precoce nelle foglie nuove, meno nelle foglie più vecchie a causa della scarsa mobilità dell’elemento all’interno della pianta. Vi è tendenza alla clorosi di tutte le parti aeree. Nei casi più gravi le foglie, soprattutto nelle zone apicali, possono decolorarsi completamente con disseccamento di apice e margini e frequente comparsa di necrosi. La carenza di ferro ha un effetto generale negativo sulla fotosintesi e sullo stato di salute della pianta. Facile riscontrare clorosi ferrica a pH superiore a 6,5-7 e in presenza di elevate quantità di Calcio e Fosforo.
  • Fosforo: le giovani piante hanno crescita stentata, con foglie di colore verde bluastro, talvolta tendente al violaceo, tipiche della carenza di fosforo. In alcuni casi si rileva la presenza di antociani e fenomeni clorotici lungo le nervature. Le foglie più vecchie si arricciano e incurvano i bordi. I fusti rimangono sottili. A maturità le piante risultano spesso più piccole del normale e i frutti maturano più lentamente. Scarso accestimento per le graminacee. La carenza di Fosforo si manifesta a pH calcareo per la formazione di sali insolubili di Calcio e pH acido con eccessi di Zinco e Ferro.
  • Magnesio: tipica della carenza di magnesio è la clorosi screziata con nervature verdi e tessuto fogliare internervale giallo o biancastro, con comparsa precoce di tali sintomi nelle foglie vecchie. Essendo costituente della molecola di clorofilla, una carenza di Magnesio non può che riflettersi in una perdita del colore verde e un intenso ingiallimento fogliare. È comune la comparsa di una certa fragilità fogliare, ripiegamenti verso l’alto e fenomeni di necrosi. A volte le foglie cadono senza passare da particolari stati di avvizzimento.
  • Manganese: clorosi screziata con nervature verdi e tessuto fogliare fra le nervature giallo o biancastro prevalentemente sulle foglie giovani. I fusti sono di colore verde giallastro, spesso duri e legnosi. La sua carenza è rara se non a pH basico e associata spesso a carenza di Ferro e Zinco.
  • Molibdeno: clorosi giallastra della foglia visibile soprattutto in estate. In presenza di carenza di molibdeno la lamina fogliare non cresce e non si espande mentre la nervatura centrale appare più spessa.
  • Potassio: nelle dicotiledoni con carenza di potassio le foglie assumono colore verde bluastro e bordi gialli con macchie clorotiche, nelle monocotiledoni invece il colore fogliare sarà verde pallido con striature gialle, con clorosi e necrosi dei margini fogliari. Le foglie sono solitamente grinzose nei tratti compresi tra le nervature. La carenza di Potassio si verifica occasionalmente, più spesso in terreni sabbiosi per dilavamento e in presenza di eccessi di Calcio e Magnesio.
  • Rame: le foglie, in modo più evidente nelle parti apicali, prima scoloriscono e qualche volta imbiancano e in seguito seccano e si contorcono. I germogli crescono a ritmi stentati prima, appassiscono e muoiono poi. La carenza di rame è relativamente rara ma possibile in terreni argillosi ed organici, ricchi in fosforo e con pH basico.
  • Zinco: le foglie sono clorotiche o necrotiche, con tendenza alla formazione di rosette e alla caduta prematura. Nelle foglie più vecchie compaiono striature biancastre fra le nervature. Nelle monocotiledoni si può osservare l’imbianchimento delle foglie superiori mentre nelle dicotiledoni si osserva di solito clorosi delle foglie inferiori.
  • Zolfo: le foglie sono di colore verde chiaro o giallo, colore che appare più precocemente lungo le nervature delle foglie più giovani. I fusti sono più sottili del normale.

Come è intuitivo, per risolvere problemi di carenza di nutrienti nelle piante è necessario mettere a punto programmi completi di concimazione e adottare l’uso di fertilizzanti liquidi a pronta assimilazione come Antys come complementi di nutrizione e correttori di eventuali carenze. È inoltre necessario correggere agronomicamente tutte le anomalie che si oppongono ad una corretta disponibilità dei nutrienti per la pianta. Attenzione a considerare anche, al contrario, effetti da eccessi di elementi nutrienti: qualunque ione presente in quantità eccessive può risultare dannoso per la crescita o esercitare un effetto tossico, così come un eccessiva presenza di un elemento nel terreno può instaurare effetti competitivi con l’assorbimento di altri elementi nutrienti.

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Category: Senza categoria
Published on: 5 agosto 2019
Written by: Federica Ticozzi

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