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GUIDA COMPLETA ALLA MANUTENZIONE DEL PRATO IN INVERNO L’IMPORTANZA DI SILICIO, RAME E FERRO

Vi sono pratiche tardo autunnali e invernali che possono contribuire in modo decisivo a mantenere in stato ottimale il tappeto erboso durante tutta la stagione, contenendo la gravità dei danni da freddo e da malattie fungine.

Distribuzioni regolari di Silicio, Rame e Ferro sono strumenti chiave per indurre nel tappeto erboso resistenza meccanica al calpestio e incrementare quella alle malattie fungine che spesso insorgono con temperature medio basse. In Inverno, infatti, sono frequenti i danni meccanici e da disidratazione dei tessuti fogliari così come l’insorgenza di marciume grigio (Typhula spp.) e marciume rosa (Microdochium nivale).

IL SILICIO NELLA MANUTENZIONE INVERNALE DEL PRATO

Il Silicio è l’elemento più rappresentativo della litosfera dopo l’ossigeno e ha grande importanza per la nutrizione vegetale. L’assorbimento di questo elemento da parte delle piante avviene sottoforma di acido monosilicico e con maggiore facilità nei terreni acidi e sub acidi. Nelle specie da tappeto erboso ne assorbono più le piante macroterme delle microterme.

In conseguenza della sua grande presenza nel terreno e nella rizosfera, difficilmente il Silicio entra nei protocolli di manutenzione del prato e di concimazione ma è molto utile.

Il Silicio ha funzione strutturale in quanto costituisce i fitoliti, strutture minerali rigide, che trovano posto nelle pareti cellulari. Le pareti cellulari ricche in Silicio si oppongono così con grande efficacia ai danni da freddo, alle lesioni meccaniche e a eventuali malattie del prato, riducendone lo sviluppo.  Evidenze scientifiche hanno dimostrato la minor incidenza delle infezioni di una malattia del prato quale Grey Leaf Spot in Lolium perenne grazie all’integrazione costante di Silicio.
La combinazione a livello di tessuti tra cellulosa e Silicio regola i fenomeni traspirativi contenendone gli eccessi e migliorando così la gestione dell’acqua da parte del tappeto erboso. A livello di lamina fogliare il Silicio costituisce un fattore antifeeding nei confronti degli insetti ad apparato boccale masticatore e pungente-succhiante per via dei tessuti vegetali più rigidi che diventano più difficili da aggredire e accentuano la loro morte per disidratazione a seguito della scarificazione dell’esoscheletro. L’irrigidimento della lamina fogliare permette una maggiore efficacia e pulizia del taglio del tappeto erboso, soprattutto col robottino.

Nelle colture a pieno campo il Silicio si oppone all’allettamento delle piante e ne favorisce la verticalità delle foglie, aumentando la superficie in grado di compiere la fotosintesi con riflessi positivi anche sul numero di frutti e la resa in semi.

IL RAME NELLA MANUTENZIONE INVERNALE DEL PRATO

Un altro microelemento che meriterebbe maggiore attenzione in un programma ordinario di manutenzione del prato è il Rame. Il Rame è un importante elemento nutriente implicato in numerosi processi fisiologici tra i quali la sintesi di clorofilla e la stabilità dell’apparato fotosintetico, con ovvi risvolti positivi nello sviluppo e nella colorazione del tappeto erboso. Il Rame è un componente delle Superossido Dismutasi, enzimi fondamentali per la neutralizzazione di radicali liberi, e ha quindi funzione antiossidante e antistress (in questo ruolo affiancato dallo zinco) per le piante. Questo elemento è inoltre componente degli enzimi fenolasi, protagonisti nelle vie metaboliche di sintesi della lignina e quindi in molecole implicate nella resistenza delle piante agli stress biotici ed abiotici quali le malattie del prato e i danni da freddo.

Il Rame, come noto, ha straordinaria efficacia nella prevenzione e cura di malattie fungine, malattie del prato comprese, interferendo e inattivando la respirazione cellulare dei funghi aggressori; viene usato anche come disinfettante delle ferite da taglio per le piante legnose.
La disponibilità di rame è ridotta in terreni argillosi con valori elevati di pH e di fosforo (in presenza di un eccesso di fosfati si ha la formazione di composti rameici insolubili e biologicamente non disponibili per la pianta). Le carenze più frequenti sono però quelle indirette, indotte da eccessive somministrazioni di fosforo.

IL FERRO NELLA MANUTENZIONE INVERNALE DEL PRATO

Il Ferro tra gli elementi fin qui descritti è certamente il più conosciuto e trova spazio più comunemente in appositi programmi di manutenzione del prato. Il Ferro trova posto, tra gli altri, nella struttura di alcune Superossido Dismutasi, nella sintesi di clorofilla e pigmenti carotenoidi, nella sintesi proteica, in ossidasi per la sintesi di lignina e nella struttura dei cloroplasti. In caso di carenza di Ferro che si evidenzia con fenomeni clorotici fogliari, i cloroplasti subiscono il collasso delle strutture lamellari e calo di volume con conseguente riduzione nell’efficienza fotosintetica.
In generale il Ferro è difficilmente assimilabile per la pianta. Esso può essere assorbito soltanto in determinate forme dalle radici e solamente con le giuste condizioni (pH del terreno, temperatura del suolo). Carenze si segnalano soprattutto nel caso di terreni con reazione alcalina ricchi di Calcio e Fosforo nei quali il Ferro tende a creare complessi insolubili e difficilmente assorbibili.

COME EVITARE CARENZE DI MICROELEMENTI

La gamma UMC, ricca di prodotti per la manutenzione del prato, ha diversi strumenti per affiancare il professionista nella gestione di questi 3 microelementi:

  • SILICUM è un prodotto utilizzabile in agricoltura biologica che contiene Ossido di Silicio al 60%, sottoforma di polvere con elevata purezza ed alta concentrazione; garantisce un’azione cicatrizzante e di indurimento della lamina fogliare permettendo una protezione ed una maggiore resistenza della pianta all’azione di agenti esterni. Si consiglia il suo utilizzo su tutti i tappeti erbosi con distribuzione mensile (dicembre e gennaio compresi) e dosaggi pari a 3 kg/ha di polvere da diluire in 400 l d’acqua. Viene usato anche su green di Golf in quanto determina una maggiore velocità di scorrimento della pallina. Calcio, Ferro e Magnesio arricchiscono la formulazione di SILICUM.
    SILICUM è particolarmente efficace quando miscelato con MANURSOL FERPLUS 3Fe+3Cu, il nostro prodotto fonte di Ferro e Rame.
  • MANURSOL FERPLUS 3Fe+3Cu contiene Ferro e Rame in forma prontamente disponibile ed assimilabile, per via fogliare e radicale, come sale di complessi organici chelanti EDTA. Le caratteristiche che rendono FERPLUS un prodotto eccezionale sono la possibilità di fornire insieme Rame e Ferro (viceversa elementi antagonisti tra loro), la sua non citotossicità e la bassissima residualità. Il Rame contenuto è endoterapico ovvero penetra nel parenchima fogliare consentendo un’azione rapida ed efficace anche a basse concentrazioni e presentando una spiccata azione curativa e cicatrizzante. La rapida penetrazione nel parenchima fogliare previene il rischio di dilavamento di FERPLUS a seguito della sua distribuzione. La colorazione verde più accentuata che provoca migliora l’effetto estetico del tappeto erboso mentre l’ispessimento di membrane e pareti cellulari contribuisce ad aumentare la resistenza ai danni da freddo.
    Distribuibile fino al mese di ottobre in abbinamento con SILICUM tranne in caso di temperature rigide.
    FERPLUS 3 Fe + 3 Cu è un prodotto biologico sottoforma liquida contenente il 3% in Ferro e il 3% in Rame chelati con EDTA. Dosaggio da 2 a 5 kg/ha in distribuzione fogliare, 1-2 litri in 100 litri d’acqua in fertirrigazione.

La combinazione di SILICUM e MANURSOL FERPLUS Cu in estate permette la creazione nel terreno di una membrana semipermeabile, rendendo disponibile per la pianta una maggiore quantità d’acqua anche in condizioni di scarsa irrigazione.

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Category: Senza categoria
Published on: 17 gennaio 2019
Written by: Federica Ticozzi

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