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LE MALATTIE DEL PRATO INVERNALI: MICRODOCHIUM NIVALE E TYPHULA INCARNATA

Con la stagione tardo autunno-invernale, in particolare nei mesi compresi tra novembre e febbraio, in condizioni di umidità elevata, temperature medio basse e precipitazioni nevose, i tappeti erbosi di microterme quali Festuca arundinacea, Lolium perenne e, soprattutto Poa pratensis e Agrostis stolonifera possono incorrere nello sviluppo di alcune malattie del prato, con potenziali danni evidenti, come il Marciume Rosa Invernale (Microdochium nivale) e il Marciume Grigio delle Nevi (Typhula incarnata).

IL MICRODOCHIUM NIVALE

Il Marciume Rosa Invernale è una delle più diffuse malattie invernali del prato nelle regioni del nord Italia dove trova condizioni ideali di sviluppo nei periodi con temperature comprese tra 0 e 8°C e fino a 15-16 °C, alta umidità relativa, alternanza di nevicate e scioglimento delle nevi (da sottolineare come la copertura nevosa non sia comunque fattore indispensabile), periodi freddi piovosi e fenomeni nebbiosi. In generale gli attacchi sono più diffusi dove il clima alterna durante l’anno estati calde ad inverni freddi. La malattia si ferma e regredisce ai primi caldi primaverili e con la ripresa vegetativa.

L’agente causale è il fungo Microdochium nivale appartenente alla classe dei basidiomiceti, che sopravvive durante la stagione sfavorevole al suo sviluppo in forma di micelio dormiente nella vegetazione infetta e nel feltro.
Microdochium nivale attacca l’apparato fogliare producendo macchie circolari nel prato con vegetazione idropica arruffata ricca d’acqua, generalmente di 2,5÷20 cm di diametro (e fino a 30-60 cm sotto copertura nevosa), inizialmente di colore biancastro e quindi bruno-grigiastro. Nei tappeti erbosi ad alta manutenzione le macchie circolari possono presentare il bordo esterno rosato prima e poi più marcato rosso scuro, sintomo di attività della malattia del prato, mentre al centro può risultare una ripresa della vegetazione verde con un effetto caratteristico ad occhio di rana (Frog-eye). Il micelio cotonoso biancastro si sviluppa sotto il manto nevoso e con produzione di fruttificazioni, gli sporodochi; questi contengono le spore, di colore rosato, da cui il nome della malattia.

Il recupero primaverile del tappeto erboso è solitamente possibile dal momento che è il solo apparato fogliare ad essere colpito. In caso di attacchi particolarmente virulenti e, in concomitanza con attacchi di Marciume Grigio delle Nevi, per la piena ripresa potrebbe risultare necessario procedere con un’operazione di trasemina.

TYPHULA INCARNATA E TYPHULA ISHIKARIENSIS

Il Marciume Grigio delle Nevi è una delle malattie del prato tipicamente invernale più diffusa nei climi freddi europei dove coesiste con il Marciume Rosa. Trova condizioni di sviluppo ideali con temperature ottimali di 1-2°C, intense nevicate e lunga persistenza del manto nevoso (presenza di neve obbligatoria).

Agenti causali sono Typhula incarnata e Typhula ishikariensis, funghi basidiomiceti, che sopravvivono come sclerozi nei residui infetti, nel feltro e nel terreno. Gli sclerozi germinano nel tardo autunno a 10-18°C in presenza di periodi di bagnatura, originando il micelio che infetterà il tappeto sotto il manto nevoso.

Attaccano foglie e corona (T. ishikariensis) con sintomi della malattia evidenti al momento dello scioglimento della neve. Inizialmente il Marciume Grigio si presenta con macchie circolari di diametro 1-5 cm (fino ad 1m) di colore giallastro-grigio e con foglie intrecciate a formare un fitto feltro, spesso ricoperte da micelio bianco, e, in seguito, al diminuire del grado di umidità, di colore grigio argento.

PREDISPOSIZIONE ALLO SVILUPPO DI QUESTE MALATTIE DEL PRATO

Fattori agronomici predisponenti gli attacchi di Microdochium nivale e di Typhula spp. sono carenza di azoto o, al contrario, eccessi azotati, soprattutto in forme prontamente disponibili; carenze di disponibilità per calcio e potassio fondamentali per la resistenza agli stress quali le malattie del prato; scarso drenaggio; presenza di feltro; taglio eccessivamente basso e con tappeto erboso bagnato; lunghi periodi di bagnatura fogliare.

METODI PER PREVENIRE L’INSORGENZA DI MALATTIE DEL PRATO INVERNALI

Dai fattori predisponenti ne conseguono gli accorgimenti per il controllo agronomico di queste due malattie del prato invernali: mantenere uno stato nutrizionale equilibrato del tappeto erboso, evitando carenze e soprattutto eccessi di nutrizione azotata, in particolare nelle forme più solubili e disponibili, interrompendo la somministrazione di concimi azotati 25-30 giorni prima dell’arrivo del gelo e al contempo favorendo la concimazione potassica e la nutrizione con Calcio e microelementi, capaci di migliorare la resistenza agli stress biotici ed abiotici del tappeto erboso nella stagione fredda.

Dove possibile è utile evitare un eccessivo carico di utilizzo del tappeto erboso e operare una parallela diminuzione dell’intensità di manutenzione, abbassando così il rischio di aggressione da parte di malattie del prato infettive di origine fungina. Una corretta manutenzione e un giusto carico sono una delle chiavi per ridurre la pericolosità degli attacchi rendendo le piante più tolleranti e più pronte, nel caso, a recupero dai danni.

Metodi efficaci per prevenire insorgenza della malattia sono:
–  mantenere un drenaggio efficiente

  • tagliare con frequenza regolare e all’altezza di taglio corretta per favorire la circolazione dell’aria ed evitare lunghi periodi di alta umidità a livello della vegetazione
  • rimuovere il feltro con un’arieggiatura nel mese di settembre
  • rimuovere le eventuali foglie cadute al suolo che favoriscono la persistenza di umidità ed una limitazione dell’assorbimento luminoso e degli scambi gassosi
  • la semina con miscugli ad alto contenuto di endofiti, di cui è ricca la gamma UMC, costituisce una fondamentale base di partenza nell’esaltare la resistenza-tolleranza del tappeto erboso alle malattie. La Bioattivazione del seme con stimolante di radicazione OSIRYL e microrganismi PGPR nei miscugli BLUE STRONG, BLUE HOUSE, BLUE FOOTBALL e nel blend di Lolium perenne OVERSEEDING SPORT ne amplifica ulteriormente le caratteristiche di resistenza e tolleranza.
  • Assolutamente consigliabile l’impiego durante il corso dell’anno di biostimolanti UMC come SUPER TURF e FOSFO K in combinazione efficace nel potenziare in fase preventiva le difese naturali contro le malattie del prato e abile, in fase curativa, grazie al ricco contenuto di elementi ad azione cicatrizzante sottoforma di idracido dell’acido citrico di Rame, Manganese e Zinco.
  • L’impiego di fertilizzanti e ammendanti organici BIO 100% della linea EVER che lavorano sul terreno e gli apparati radicali per migliorarne la fertilità fisica e biologica ha riflessi positivi, tra gli altri, anche sul controllo delle malattie del prato.
  • Dove consentito e con prodotti registrati per tappeto erboso, su superfici che abbiano già subito in passato attacchi da Marciume Rosa Invernale e Marciume Grigio risulta efficace un intervento autunnale preventivo con Prochloraz e Propiconazolo prima di una nevicata abbondante, seguendo rigorosamente gli avvertimenti su impiego e dosaggio indicati in etichetta.

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Category: Senza categoria
Published on: 14 dicembre 2018
Written by: Federica Ticozzi

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