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È arrivata la primavera. Cosa fare per il nostro tappeto?

Anche se, sotto il profilo termico, si potrebbe persino affermare che la bella stagione non è mai andata via e che agli inverni miti dobbiamo farci l’abitudine.
Se pure la tropicalizzazione del Mediterraneo è un fenomeno piuttosto recente, occorre ricordare che, rispetto ad oltre un secolo fa, le temperature medie invernali sono superiori di circa due gradi. Anche per quest’anno 2015/2016 infatti i tre mesi invernali sono da considerarsi tra i più miti da quando i dati termici vengono raccolti; confrontando le serie storiche emerge che quello appena trascorso è il terzo inverno più caldo di sempre, dopo quello del 2006/2007 e quello del 2013/2014.
Questo ennesimo inverno termicamente mite registra inoltre un andamento fortemente irregolare delle precipitazioni, ma nel complesso si qualifica come una stagione tendenzialmente asciutta (-22% di precipitazioni atmosferiche).
Tutto ciò ha avuto naturalmente un’influenza sul tappeto erboso, in particolare sulla dormienza dello stesso.

Chiariamo subito un aspetto, spesso dimenticato: tutte le specie da tappeto erboso, in corrispondenza con l’abbassarsi delle temperature e della riduzione delle ore di luce, limitano e/o arrestano del tutto il loro metabolismo. Ciò vale per le microterme (specie adattate ai climi freschi e umidi) così come per le macroterme (specie adattate ai climi caldi e umidi). Il luogo comune che le macroterme vadano in dormienza mentre il micro no, è quindi agronomicamente una favola.
Basti vedere cosa succede ad una Agrostis stolonifera in termini di decolorazione quando le temperature scendono sotto zero.
Alla luce di quanto sopra possiamo affermare che, nel corso di quest’ultimo inverno, in genere le microterme hanno manifestato una discreta ritenzione del colore e si presentano alla ripresa primaverile per lo più in buone condizioni e prive di stress. Medesimo discorso per le macroterme per le quali l’inverno mite, anche in nord Italia, permette loro di affrontare nel migliore dei modi la nuova stagione di crescita.
A questo punto vediamo in sintesi quali sono le operazioni colturali che ci attendono in questo particolare periodo dell’anno, a metà tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, distinguendo tra le principali specie presenti nel nostro paese.

Specie microterme

La consueta rullatura post invernale, che ha in genere lo scopo di fare meglio aderire le zolle erbose al suolo a seguito del distacco provocato dall’azione del gelo/disgelo, per i motivi di cui sopra, può anche essere evitata nel settore ornamentale, mentre nel settore sportivo può essere eseguita con rulli più leggeri e meno costipanti.
L’altezza di taglio va impostata intorno ai 25/35 mm con frequenza bisettimanale (settore ornamentale) utilizzando macchinari rotativi (tranne le Agrostis) ed intorno ai 20/25 mm con frequenza bisettimanale (nel settore sportivo) utilizzando macchinari elicoidali. Nel primo caso il taglio con macchinari mulching può consentire anche di raccogliere l’eventuale residuo di foglie rimasto sul tappeto.
In entrambi i casi, trattandosi dei primissimi tagli stagionali, può essere conveniente raccogliere il clipping (residuo di taglio) in quanto le giornate non sono ancora così asciutte e l’attività dei microorganismi del suolo così rapida da permettere una veloce degradazione della sostanza organica. Pertanto i residui potrebbero rimanere più tempo del dovuto sul tappeto compromettendone l’uniformità, la salute e la regolarità dei tagli successivi.
Poiché le temperature sembrano permetterlo, si può programmare una prima fertilizzazione del tappeto allo scopo di accompagnare il primo rigoglio vegetativo con un apporto azotato immediatamente disponibile. Nella smisurata gamma U.M.C. particolarmente indicati a questo scopo possono essere questi prodotti:

SETTORE ORNAMENTALEUnigreen 15 5 10 Sport – È un concime organo minerale a pronto effetto, a reazione acida, con dimensioni del granulo pari a 1,5 / 2 mm, la cui quota azotata è suddivisa in una frazione ammoniacale (10,5 %) ed in una ureica (2,5 %). Un residuo 2% è invece organico e permette un’azione leggermente più prolungata nel tempo. La dose per una prima fertilizzazione può essere di 2,0 – 3,0 kg/100 m².

SETTORE SPORTIVOSprintor 11 5 11 – È un concime organo minerale microgranulare (0,8 / 1,5 mm) con apporto azotato a pronto effetto. La quota azotata è suddivisa in una frazione ammonioureica (8%) ed in una organica (3%). Assicura una rapida ripresa vegetativa e del colore, ed un apporto elevato di potassio, particolarmente importante nei periodi di stress post attività invernale. È un fertilizzante di alta qualità e di grande impiego su campi sportivi e campi da golf. La dose per una prima fertilizzazione può essere di 2,5 – 3,5 kg/100 m².

In caso di presenza di erbe infestanti dicotiledoni (a foglia larga) quando le temperature medie giornaliere raggiungono i 18 °C circa, può essere messo in preventivo l’utilizzo di un diserbo selettivo. Occorre però consultare un consulente abilitato per l’eventuale acquisto del prodotto.
Nel settore sportivo questo è il momento per far partire il programma annuale di topdressing ovvero la stesura di un sottile velo di sabbia oppure di un mix di sabbia e sostanza organica (in genere torba ben sminuzzata) allo scopo di levigare quanto più possibile la superficie del tappeto e permettere al meglio tagli elicoidali.

Specie macroterme

Anche in questo caso la consueta rullatura post invernale, può essere utile ma solamente nel settore sportivo. Nel caso delle essenze macroterme essa ha più la funzione di levigare il tappeto in vista dei prossimi tagli che non quella di far meglio aderire al suolo le zolle distaccate dall’azione del gelo/disgelo.
Al momento, perlomeno in alta Italia, è ancora prematuro programmare dei tagli settimanali. Le macroterme sono infatti ancora in dormienza anche se già appaiono le prime foglioline verdi.
Nel settore ornamentale è consigliabile praticare uno scalping severo allo scopo di togliere tutto il secco possibile. Non bisogna avere paura di questo intervento, anche se può sembrare che comprometta la futura crescita del tappeto; quanto più materiale secco si asporta e quanto più rapida sarà la ripresa vegetativa dei rizomi e soprattutto degli stoloni.
Nel settore sportivo, che in genere prevede uno o più overseeding (trasemine) nel corso dei mesi invernali, si può cominciare a programmare un verticutting (taglio verticale del tappeto erboso) allo scopo di favorire la ripresa della macroterma defogliando la microterma traseminata (in genere loietto). Siamo infatti nel periodo più delicato della stagione, quello relativo alla transizione primaverile, cioè il momento in cui il tappeto passa da una presenza dominante della microterma ad una presenza dominante della macroterma.
L’altezza di taglio va impostata intorno ai 20/25 mm con frequenza bisettimanale utilizzando, nel settore ornamentale, macchinari rotativi mentre, nel settore sportivo, macchinari elicoidali con altezza 15/20 mm.
Al momento non sono ancora programmabili operazioni di fertilizzazione e/o topdressing nel settore ornamentale, mentre nel settore sportivo si possono cominciare a programmare solo dei leggeri e frequenti topdressing (proprio un velo di sabbia, per una dose pari a 0,1 m³/100 m²).
A partire dal mese di aprile anche in questo settore si potranno programmare interventi di fertilizzazione.

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