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Prati fioriti: cosa sono? come gestirli al meglio?

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Sempre maggiore è anche in Italia l’attenzione verso i prati fioriti, un mezzo per apportare biodiversità e ridurre i costi di creazione e manutenzione dell’aree verdi, anche in ambito urbano.

La progettazione e la creazione di spazi verdi tendono a mettere sempre più in rilievo gli aspetti naturali e a cercare una manutenzione sempre più sostenibile. Così come la creazione di un tappeto erboso, anche l’allevamento delle piante in vivaio e la loro manutenzione una volta che sono state poste a dimora ha dei costi che, oltre che strettamente economici, sono anche ambientali.
I prati fioriti richiedono, invece, una manutenzione minima, che riduce notevolmente i costi di gestione, incrementando comunque il valore estetico dell’ambiente in cui sono inseriti.
In particolar modo se costituiti da specie autoctone e selvatiche, i prati fioriti sono fondamentali nell’aumentare la biodiversità presente sul territorio, attirando anche l’entomofauna e la macrofauna. L’immagine di naturalità che crea un prato fiorito è inoltre utile al benessere della psiche umana, perennemente posta sotto pressione dallo stress dell’ambiente marcatamente antropizzato delle città moderne.

 

 

Cosa sono i prati fioriti

I prati fioriti sono aree seminate e gestite dall’uomo che riproducono prati dall’aspetto naturale, utilizzando specie erbacee spontanee (i wildflowers) e/o coltivate, perennanti o autoriseminanti che, seminate in miscuglio, creano delle macchie fiorite molto ornamentali. Possono essere la soluzione in molti contesti urbani e periurbani in cui si ricercano aree di un certo valore estetico mantenendo però un basso livello di manutenzione e utilizzando risorse idriche limitate.

zinnia bombo biodiversità prato fiorito

I Benefici dei prati fioriti

Le motivazioni che portano alla scelta di seminare un prato fiorito in un contesto urbano o periurbano sono molteplici.
Ecco alcuni dei benefici che apporta la semina di un prato fiorito:

  • Una bassa manutenzione e costi gestionali ridotti

    I prati fioriti richiedono una manutenzione minima che consiste, dopo l’impianto, di uno sfalcio annuale a fine stagione e di irrigazioni di soccorso nei mesi più caldi. Piantare prati fioriti può far risparmiare soldi anche per la loro capacità di stabilizzare il terreno e di prevenire l’erosione del suolo.

  • La possibilità d’impianto su superfici molteplici e variegate

    Le specie erbacee da fiore contenute nei miscugli per prato fiorito si adattano a crescere su suoli degradati e poveri di sostanza organica. I prati fioriti, a differenza delle altre soluzioni a verde solitamente impiantate, non soffrono le caratteristiche fisico-chimiche dei substrati utilizzati, gli eccessi termici microclimatici, l’impiego dei sali per impedire la formazione di ghiaccio sul manto stradale, i danni meccanici involontari e l’emissione di gas nocivi e polveri sottili. L’impianto di prati fioriti può essere eseguito in ambienti urbani (giardini pubblici e scolastici, zone di viabilità come aiuole e rotatorie, aree verdi periurbane), privati (giardini, tetti verdi) e marginali (presso autostrade e aeroporti). Può essere previsto inoltre per la riqualificazione di zone incolte ed essere utilizzato su superfici inclinate come le scarpate, anche in presenza di terreno scabro, annullando i problemi di manutenzione solitamente presenti.

  • L’elevato valore estetico

  • La salvaguardia della biodiversità

    I prati fioriti contribuiscono a esaltare la biodiversità per la loro capacità di attirare uccelli, lepidotteri, bombi e altri insetti grazie alla vasta produzione di polline e semi, oltre che alla presenza di un’ampia varietà di specie autoctone che così vengono conservate e diffuse.
    Inoltre, la presenza d’insetti risulta utile nella lotta biologica quando vengono creati i cosiddetti Wildflowers strips, ai margini di colture in pieno campo.

  • La protezione ambientale

    Tutte le forme vegetali schermano le polveri sottili e riducono la temperatura dell’area circostante, limitando soprattutto le temperature torride dei mesi estivi. I prati fioriti in particolare, essendo composti da specie variegate e spesso d’origine autoctona, hanno un’azione benefica potenziata nei luoghi dove vengono insediati.

  • Costruzione di una continuità tra il paesaggio antropizzato e quello naturale

    In un mondo dove le aree antropizzate crescono a dismisura e dove si tiene sempre troppo poco conto del ruolo della natura, anche per la salute umana, delle zone con prato fiorito possono fare da continuità tra i due mondi e magari, invogliare l’uomo ha passare più tempo in spazi naturali.

    • farfalla su fiore selvatico di prato fiorito
Come seminare un prato fiorito

Partire da un buon letto di semina

Una corretta preparazione del letto di semina rappresenta il punto di partenza per la buona riuscita di un prato fiorito. Sarà opportuno effettuare una fresatura a una profondità di 5-10 cm per creare un letto di semina soffice e ottimale alla germinazione del miscuglio. Per assicurare la completa assenza d’infestanti sarebbe ottimale eseguire almeno una falsa semina e, se possibile, uno o più trattamenti con un diserbante totale, come il glifosate. In un’ottica di sostenibilità ambientale è fortemente suggerito l’uso di diserbo termico tramite macchinari di qualità (no a fiamme libere) come Ripagreen.

Scegliere il giorno giusto per la semina

È importante scegliere adeguatamente il giorno di semina: la giornata deve essere soleggiata, con temperature del terreno di circa 8-10ºC e totale assenza di vento. La presenza di vento comprometterebbe la distribuzione omogenea e uniforme dei semi e quindi favorirebbe l’insediamento di piante indesiderate. Per aiutare la distribuzione omogenea del miscuglio si consiglia di miscelarlo a un inerte come la sabbia e di procedere con una semina incrociata.

Dopo la semina

Appena dopo la semina si rende necessaria la rullatura per favorire l’adesione del seme al terreno e quindi la sua germinazione. In caso di semine tardo primaverili e/o in condizioni di particolare siccità, è opportuno procedere con alcune irrigazioni dell’area fino alla germinazione delle specie.
Nel corso della stagione vegetativa possono essere realizzati uno o due sfalci, a seconda della quantità di biomassa che si vuole ottenere e della tipologia di specie scelte. Per aiutare l’entomofauna che il miscuglio fiorito attira, è consigliato sfalciare prima della Primavera, in modo che roditori e piccoli animali possano trovar rifugio durante l’inverno.

Come curare i prati fioriti

Si può affermare che la semina e l’impianto di prati fioriti è un sistema di gestione dei suoli urbani altamente sostenibile.
Le operazioni gestionali e manutentive richieste sono infatti limitate al momento dell’impianto e a uno o due sfalci l’anno. Inoltre non è previsto l’utilizzo di fertilizzanti e fitofarmaci o di concimi azotati. L’aggiunta di sostanze nutritive creerebbe infatti uno squilibrio nella crescita delle specie presenti nel miscuglio, rischiando di favorire per di più la diffusione di alcune specie invasive/infestanti. Nel caso in cui è noto il terreno prescelto è ricco di azoto, conviene scegliere un miscuglio fiorito ricco di specie annuali.

Gli input idrici ed energetici per la manutenzione del prato fiorito sono minimi. L’acqua servirà al momento della semina, per aiutare il germogliamento dei semi e in estate, per evitare che le piante si secchino. L’irrigazione estiva non è obbligatoria ma, date le temperature raggiunte negli ultimi anni e la condizione di siccità, è consigliata per mantenere la bellezza ornamentale del prato e garantire tutte le fioriture. In previsione di mancanza d’irrigazione, si possono scegliere miscugli con specie fiorite spontanee e particolarmente resistenti alla siccità come Tappeto Campestre, Miraggio Fiorito ed Estate italiana.

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