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Primavera: Operazioni essenziali per un tappeto erboso sano e rigoglioso

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Anche se sotto il profilo termico si potrebbe quasi affermare che la bella stagione non è mai andata via, la primavera è arrivata e con lei il periodo in cui iniziare a prendersi cura del tappeto erboso per averlo sano e rigoglioso tutto l’anno. Vediamo insieme le operazioni essenziali.

Chiariamo subito un aspetto, spesso dimenticato: tutte le specie da tappeto erboso, in corrispondenza con l’abbassarsi delle temperature e della riduzione delle ore di luce, limitano e/o arrestano del tutto il loro metabolismo. Ciò vale per le microterme (specie adattate ai climi freschi e umidi) così come per le macroterme (specie adattate ai climi caldi e umidi). Il luogo comune per cui le macroterme vanno in dormienza mentre le microterme no, è quindi agronomicamente una favola.
Basti vedere cosa succede a una Agrostis stolonifera in termini di decolorazione quando le temperature scendono sotto zero…

Come si presenta il tappeto erboso dopo l’inverno?

Nel corso di quest’ultimo inverno, in genere le microterme hanno manifestato una discreta ritenzione del colore e si presentano alla ripresa primaverile per lo più in buone condizioni. In diverse aree d’Italia le piante sono sotto stato di stress derivato dalla siccità continuata, gli improvvisi sbalzi termici e da malattie subito lo scorso inverno, come il Microdochium nivale, che ha trovato per settimane condizioni ideali di sviluppo. Le macroterme, dopo le temperature invernali prossime o sotto zero nel nord Italia ma non solo, sembrano essere quest’anno in ritardo nel risveglio e si presentano, a inizio marzo, ancora ferme. Saranno le prossime settimane a permetterci di capire meglio come affronteranno la nuova stagione di crescita.

Vediamo quindi ora le principali operazioni colturali da fare su microterme e macroterme per garantirsi un tappeto erboso sano e rigoglioso per tutta la stagione.

Operazioni su specie microterme

In primavera le specie microterme come Agrostide stolonifera, Loietto perenne, Festuca arundinacea e Poa pratense si risvegliano per dare il meglio di sé; vediamo le operazioni essenziali per aiutarle a riprendere il loro vigore vegetativo.

L’altezza di taglio va impostata intorno ai 25/35 mm con frequenza bisettimanale (settore ornamentale) utilizzando macchinari rotativi (tranne le Agrostis) ed intorno ai 20/25 mm con frequenza bisettimanale (nel settore sportivo) utilizzando macchinari elicoidali. Nel primo caso il taglio con macchinari mulching può consentire anche di raccogliere l’eventuale residuo di foglie rimasto sul tappeto.
In entrambi i casi, trattandosi dei primissimi tagli stagionali, può essere conveniente raccogliere il clipping (residuo di taglio) in quanto le giornate non sono ancora così asciutte e l’attività dei microorganismi del suolo così rapida da permettere una veloce degradazione della sostanza organica. Pertanto i residui potrebbero rimanere più tempo del dovuto sul tappeto compromettendone l’uniformità, la salute e la regolarità dei tagli successivi.

Manutenzione microterme nel settore ornamentale

  • Rullatura post invernale
    La rullatura post invernale, che solitamente ha lo scopo di far meglio aderire le zolle al suolo a seguito del distacco provocato dall’azione di gelo-disgelo dell’inverno, può essere rimandata. Date le temperature miti registrate nello scorso inverno, infatti, nella maggior parte d’Italia non ci sono state azioni di allontanamento dal suolo.
  • Arieggiatura
    A seconda della dimensione e del tipo di manutenzione del giardino, si può pensare di arieggiare il tappeto erboso con uno strumento manuale o elettrico. I fori creati, lunghi 5-7 cm, sono utili per evitare un’eccessiva compattazione del suolo, per disgregare eventuale feltro e per stimolare lo sviluppo di batteri aerobi.
  • Altezza di taglio
    L’altezza di taglio primaverile va impostata intorno ai 25-35 mm con frequenza bisettimanale e utilizzando macchinari rotativi (tranne per le Agrostis). Il taglio con macchinari mulching può consentire anche di raccogliere l’eventuale residuo di foglie rimasto sul tappeto.
    Trattandosi dei primissimi tagli stagionali, può essere conveniente raccogliere il clipping (residuo di taglio) in quanto le giornate non sono ancora così asciutte e l’attività dei microorganismi del suolo così rapida da permettere una veloce degradazione della sostanza organica. Pertanto i residui potrebbero rimanere più tempo del dovuto sul tappeto compromettendone l’uniformità, la salute e la regolarità dei tagli successivi, nonché portando alla formazione di feltro eccessivo.
  • Prima fertilizzazione del tappeto erboso
    Si può programmare una prima fertilizzazione del tappeto allo scopo di accompagnare il primo rigoglio vegetativo con un apporto azotato immediatamente disponibile utilizzando un concime come Unigreen 15 5 10 Sport. Concime organo minerale a pronto effetto, a reazione acida, Unigreen 15-5-10 è monogranulare e ha granuli di dimensioni pari a 1,5-2 mm, ed è costituito da una quota azotata suddivisa in una frazione ammoniacale (10,5%) e una ureica (2,5%). Un residuo 2% è invece organico e permette un’azione leggermente più prolungata nel tempo. Questo prodotto è consigliato soprattutto per la ripresa di un tappeto erboso in sofferenza. La dose standard per la prima fertilizzazione primaverile è di 2-3 kg/100 m².
    Con un tappeto erboso in salute e quando si è certi che la ripresa vegetativa sia iniziata, si può prevedere invece l’utilizzo di un concime con azoto a lento rilascio, sia esso di natura organica (come Ever 10, con stimolante radicale Osyr) oppure minerale ricoperto da polimeri (Knox 24.0.5 con azoto XRT).
  • Inizio programma con biostimolanti
    Il risveglio primaverile del tappeto erboso è il momento giusto per iniziare un programma di gestione sostenibile alle malattie, attraverso l’uso di biostimolanti. Alghe, micorrize e altri tipi di biostimolanti organici sono infatti utili per evitare o ridurre al minimo l’uso di agrofarmaci ma, per essere efficaci, devono essere utilizzati a calendario e in maniera preventiva. La maggior parte di questi prodotti risulta invece inefficace o poco efficace, se utilizzata dopo che è insorta la malattia. Il programma di nutrizione e stimolazione We Greencare per spazi ornamentali prevede solitamente trattamenti ogni 2-4 settimane.

Manutenzione microterme nel settore sportivo

  • Rullatura post invernale
    Date le temperature miti registrate lo scorso inverno in gran parte d’Italia o che comunque non hanno portato a numerosi azioni di gelo-disgelo del suolo, la rullatura post invernale può essere eseguita con rulli più leggeri e meno costipanti.
  • Arieggiatura
    L’arieggiatura meccanica con fori lunghi 5-7 cm è sempre consigliata almeno due volte l’anno, prima della ripresa vegetativa. Questo tipo di lavorazione meccanica, tanto più su suoli a forte calpestio come quelli dei campi sportivi, evita l’eccessiva compattazione del terreno, riduce in minima parte la presenza di feltro e stimola lo sviluppo di batteri aerobi.
  • Top dressing
    Questa operazione prevede la stesura di un sottile velo di sabbia oppure di un mix di sabbia e sostanza organica (in genere torba ben sminuzzata oppure Cup Green 1) allo scopo di levigare quanto più possibile la superficie del tappeto e permettere tagli elicoidali più netti.
  • Altezza di taglio
    L’altezza di taglio primaverile va impostata intorno ai 20/25 mm con frequenza bisettimanale e utilizzando macchinari elicoidali.
    Trattandosi dei primissimi tagli stagionali, può essere conveniente raccogliere il clipping (residuo di taglio) per ridurre il rischio di sviluppo di patogeni fungini e la formazione di feltro.
  • Prima concimazione del campo
    La scelta del concime dipende dallo stato del tappeto erboso al risveglio primaverile e dal tipo di manutenzione fatta verso la fine dell’anno precedente. Su tappeti erbosi non in sofferenza, si consiglia l’uso di concimi con azoto a lenta cessione (Unigreen 20.5.8) oppure a cessione controllata (Knox 24.0.5 con il 30% di azoto coperto da XRT). In caso di una gestione più sostenibile, si può pensare di effettuare la prima fertilizzazione dell’anno con Ever 10, concime organico con stimolante radicale Osyr e ProT10 per un effetto spinta.
    Nel caso invece di tappeti erbosi sofferenti, è meglio procedere con un concime azoto a cessione più rapida, che aiuterà il tappeto a riprendersi e a “chiudersi” anche in caso di trasemina. Unigreen 15-5-10, concime organo-minerale con frazione ammoniacale (10,5%) e una ureica (2,5%) può fare a questo caso.
  • Inizio programma con biostimolanti
    Il risveglio primaverile è il momento adatto ad iniziare un programma di gestione sostenibile alle malattie, attraverso l’uso di biostimolanti. Alghe, micorrize e altri tipi di biostimolanti organici sono infatti utili per evitare l’uso di agrofarmaci ma, per essere efficaci, devono essere utilizzati a calendario e in maniera preventiva. La maggior parte di questi prodotti risulta invece inefficace o poco efficace, se utilizzata dopo che è insorta la malattia. Il programma di nutrizione e stimolazione We Greencare per tappeti erbosi sportivi prevede solitamente trattamenti ogni 1-2 settimane, a seconda anche del livello di manutenzione.

Operazioni su specie macroterme

Per quanto per le specie macroterme come Bermuda le giornate sono ancora troppo fresche e poco luminose per una vera e propria ripresa vegetativa, ci sono delle operazioni che, fatte a marzo, permetteranno di avere tappeti erbosi più di qualità durante l’anno.

Manutenzione macroterme nel settore ornamentale

  • Taglio
    Al momento è ancora prematuro programmare dei tagli settimanali. Le macroterme sono infatti ancora in dormienza, anche se iniziano ad apparire le prime foglioline verdi.
    Una volta che si è certi della ripresa vegetativa della specie macroterma, si può impostare l’altezza di taglio sui 20/25 cm con frequenza bisettimanale e macchinario rotativo.
  • Scalping
    Nel settore ornamentale è consigliabile praticare uno scalping severo allo scopo di togliere tutto il secco possibile. Non bisogna avere paura di questo intervento, anche se può sembrare che comprometta la futura crescita del tappeto; quanto più materiale secco si asporta e quanto più rapida sarà la ripresa vegetativa dei rizomi e, soprattutto, degli stoloni.

Manutenzione macroterme nel settore sportivo

  • Rullatura post invernale
    Anche in questo caso la consueta rullatura post invernale, può essere utile. Nel caso delle essenze macroterme essa ha più la funzione di levigare il tappeto in vista dei prossimi tagli che non quella di far meglio aderire al suolo le zolle distaccate dall’azione del gelo/disgelo.
  • Verticutting
    Nel settore sportivo, che in genere prevede uno o più overseeding (trasemine) nel corso dei mesi invernali, si può cominciare a programmare un verticutting (taglio verticale del tappeto erboso) allo scopo di favorire la ripresa della macroterma defogliando la microterma traseminata (in genere loietto). Siamo infatti nel periodo più delicato della stagione, quello relativo alla transizione primaverile, cioè il momento in cui il tappeto passa da una presenza dominante della microterma ad una presenza dominante della macroterma.
  • Altezza di taglio
    Una volta che ci si è assicurati della ripresa della macroterma, l’altezza di taglio va impostata intorno ai 15/20 mm con frequenza bisettimanale utilizzando macchinari elicoidali.
  • Topdressing
    Al momento non sono ancora programmabili operazioni di fertilizzazione mentre si possono cominciare a programmare dei leggeri e frequenti topdressing (proprio un velo di sabbia, per una dose pari a 0,1 m³/100 m²).A partire dal mese di aprile, con maggiore ore diurne, si potranno programmare interventi di fertilizzazione anche per le specie macroterme.

 

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