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PREVENZIONE E CURA DA ATTACCHI DI PYTHIUM

Il Pythium Blight è una malattia del tappeto erboso tipicamente estiva in quanto insorge con le alte temperature. È una patologia di particolare interesse a causa del suo rapidissimo sviluppo a carico di tutte le strutture vegetali (foglia, corona e apparati radicali) che può provocare repentine ed estese perdite di tappeto erboso.

AGENTI CAUSALI DI PYTHIUM

Sono molte le specie di Pythium in grado di attaccare il tappeto erboso causando danni fogliari, alla corona e all’apparato radicale.
Pythium aphanidermatum è il fungo che fa da principale agente patogeno ma si possono riconoscere altri funghi dello stesso genere implicati nello sviluppo della malattia tra i quali Pythium ultimum e Pythium graminicola.

Pythium sopravvive per tempi lunghissimi sotto forma di oospora sessuata nei residui vegetativi e nel terreno e si riproduce, nella stagione favorevole, grazie a zoospore asessuate maturate in apposite sacche chiamati zoosporangi. La zoospora, flagellata, è in grado di diffondersi “nuotando” nell’acqua libera e nell’acqua che bagna la vegetazione.

PARTI ATTACCATE

Pythium colpisce foglie, corone e apparati radicali di tutte le comuni specie microterme, sia al momento della semina che su tappeto erboso maturo. Gli attacchi più violenti e rapidi sono quelli fogliari in piena estate, che rapidamente arrivano alla corona e causano la morte del tappeto.
Particolarmente sensibili sono Agrostis stolonifera, Lolium perenne e Poa trivialis, leggermente meno sensibili Poa pratensis e Festuca arundinacea.

SINTOMI DEL PYTHIUM

Inizialmente Pythium si presenta con numerose piccole macchie da 2 a 15 cm, più o meno circolari, di erba collassata, arruffata e inzuppata d’acqua. Su un tappeto tagliato a maggiori altezze le chiazze sono più grandi e di forma meno regolare. Con il progredire dell’infezione le chiazze si allargano venendo a contatto l’una con l’altra, formando aree sempre più irregolari di tappeto morto.
Caratteristica è la scivolosità e untuosità al tatto e il colore opaco-grigiastro.
Si riconosce con certezza al mattino, dopo nottate particolarmente umide, per la presenza di micelio cotonoso bianco.

Si possono avere danni da Pythium spp. anche aversi a livello radicale. In questo caso si ha un deperimento generalizzato del tappeto, con pochi sintomi tipici e difficoltà della pianta ad assorbire elementi nutritivi. In questi casi è difficilmente individuabile poiché non c’è produzione di micelio.

CONDIZIONI CLIMATICHE DI SVILUPPO

I periodi ideali per lo sviluppo di Pythium sono caratterizzati da clima caldo umido con temperature massime ottimali comprese tra 30 e 35°C, e notti calde con temperature intorno ai 18-20°C, assenza di ventilazione e tasso di umidità relativa almeno dell’85% per diverse notti continuative. Le giornate calde, umide, nuvolose e con piogge estive sono quelle maggiormente a rischio per lo sviluppo della malattia. Per l’attacco alle radici gli ottimali termici sono invece inferiori, intorno ai 11-24°C.

ALTRI FATTORI PREDISPONENTI LO SVILUPPO DI PYTHIUM

Eccessi idrici e drenaggio insufficiente insieme a tutte le condizioni che favoriscono asfissia e scarso approfondimento radicale del tappeto erboso predispongono ad attacchi di Pythium.
Contribuiscono allo sviluppo di questa malattia anche: eccessi d’Azoto con conseguente vegetazione tenera e lussureggiante; carenze di Calcio e Potassio; eccesso di feltro; altezze di taglio inferiori a quelle ottimali; taglio con tappeto bagnato, specialmente con elevate temperature; scarsa luce e circolazione dell’aria.

Un alto livello di salinità e valori di pH alcalino innalzano il rischio di sviluppo della malattia.
Bisogna quindi prestare attenzione anche alla qualità dell’acqua irrigua e al suo livello di salinità.

LOTTA AGRONOMICA AL PYTHIUM

Trattandosi di una malattia estiva a rapida diffusione, curarla dopo averla riconosciuta ha spesso poca utilità; è maggiormente consigliato prevenirla.

Per prevenire lo sviluppo di Pythium:

  • Preferire irrigazioni nelle prime ore del mattino che permettano di soddisfare i fabbisogni idrici e, al contempo, di mantenere la foglia asciutta durante il giorno e la notte; se possibile eliminare la rugiada ed evitare di ricreare il micidiale mix di alte temperature e elevato grado di umidità. Fare attenzione a gestire correttamente l’irrigazione per volumi di adacquamento, evitando eccessi, e perseguire un drenaggio efficiente per favorire la vita e lo sviluppo delle radici.
    Considerando che il patogeno è veicolato dall’acqua, bisogna chiudere l’irrigazione appena ci si accorge di essere in presenza di un attacco di Pythium.
  • Mantenere uno stato nutrizionale equilibrato, evitando gli eccessi di nutrizione azotata e impiegando concimi per tappeto erboso a lento rilascio. Mantenere a livelli non limitanti Potassio, Calcio e microelementi.
  • Tagliare con frequenza regolare e all’altezza corretta, evitando assolutamente il taglio su tappeto erboso bagnato.
    In caso di attacco, pulire con precisione gli organi di taglio quando si entra in aree non infettate da Pythium per non aiutare la diffusione delle zoospore.
  • Impedire con arieggiature e top dressing l’accumulo del feltro
  • Adottare l’uso di ammendanti (Vegevert) e concimi (Ever) organici di qualità. Esaltando la fertilità biologica del terreno e le sue proprietà chimico-fisiche, in particolare della rizosfera, questi stimolano la crescita e la funzionalità radicale del prato e, di conseguenza, la sua resistenza a stress sia biotici che abiotici, Pythium compreso.
  • Efficaci interventi preventivi si possono condurre con fosfito di potassio (Fosfo-K) prodotti con pre-inibitine (Double-D).
  • È stato dimostrato da diversi studi come l’utilizzo, specie in formula combinata, di Trichoderma harzianum e Trichoderma asperellum (Tricum) permetta di sopprimere il fungo agente di Pythium ai primi stadi e prevenire lo sviluppo della malattia, soprattutto a livello radicale.
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